
22) Un'utopia realizzabile?.
Il progetto politico di Platone: uno Stato ordinato, governato dai
filosofi, nel quale ognuno realizza le sue inclinazioni naturali,
pu sembrare incredibile, in termini moderni una utopia. Per, se
l'utopia non  un sogno, ma un progetto, un ideale - anche se
certamente molto difficile da realizzare -, allora non 
impossibile. Platone credeva nella realizzazione di uno Stato
governato secondo le norme della sapienza filosofica, e lo
dimostr durante tutta la sua vita: fece ripetuti viaggi in
Sicilia allo scopo di convincere i tiranni di Siracusa a mettere
in pratica il suo programma politico; ma i risultati, come egli
stesso ammette nella Settima Lettera, furono fallimentari.
Repubblica, 502 a-c (vedi manuale pagina 108).
 [502 a] [...] - Ammettiamo pure, feci io, che essi siano convinti
di questo. Ma potr uno contestare quest'altro punto, che cio da
re o signori non possano nascere figlioli con naturale
disposizione alla filosofia? - Nessuno, rispose. - E pu uno dire
che, anche se nati con questa disposizione, devono necessariamente
essere corrotti? Anche noi riconosciamo che  difficile che si
salvino, ma c' chi oser [b] sostenere che nell'intero corso del
tempo tra tutti non se ne salvi mai nemmeno uno? - E come? - Certo
che, continuai, se ce n' anche uno solo e dispone di uno stato
obbediente, sar capace di realizzare tutto ci che ora 
incredibile. - S, capace, rispose. - Se, ripresi, un uomo di
governo impone quelle leggi e quelle forme di vita che abbiamo
descritte, non  certamente impossibile che i cittadini consentano
a osservarle. - No, assolutamente. - Ma  strano e impossibile che
anche per gli altri valgano le norme che valgono per noi? - Credo
di no, [c] disse. - Ebbene, che si tratti di norme ottime, sempre
che realizzabili, l'abbiamo dimostrato esaurientemente, credo,
nella discussione di prima. - S, in modo esauriente. - Ora, come
sembra, possiamo concludere che le nostre norme legislative sono
ottime, se realizzabili; ma difficili a realizzare, per quanto non
impossibili. - Possiamo concludere proprio cos, rispose

(Platone, Opere, volume secondo, Laterza, Bari, 1967, pagine 326-
327).

